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D. 27/05/2004 n. 134) si dovranno implementare e studiare nel dettaglio i temi di miglioramento del paesaggio già progettati in sede di definitivo, con particolare attenzione al rimodellamento dei versanti, al ripristino botanico vegetazionale, indicando le opportune piantagioni, nonchè le zone di rispetto dei ripristini e dei restauri paesistici; 5) per ciascun attraversamento, anche quelli relativi ai fossi minori, dovrà essere richiesto il nulla osta idraulico e la relativa concessione demaniale ai sensi dell'art. 98 del regio decreto n. 53/1904. Nei casi in cui l'attraversamento comporti anche la deviazione del fosso dovrà essere dimostrato, anche con il raffronto dei profili idrometrici, che la deviazione a monte e a valle dell'attraversamento non peggiori le attuali condizioni di deflusso; 6) dovranno essere forniti i codici CER, la tipologia e la quantità presumibile di rifiuti prodotti dall'attività di cantierizzazione; 7) dovranno essere forniti i codici CER, la tipologia e la quantità presumibile dei rifiuti recuperati. Le operazioni di recupero dovranno avvenire secondo le disposizioni del decreto legislativo n. 22/1997; 8) dovranno essere indicati per i rifiuti non recuperabili e destinati allo smaltimento, oltre alla tipologia ed ai codici CER, i luoghi di conferimento; 9) dovranno essere specificate nell'eventualità di stoccaggi temporanei dei rifiuti le modalità di tali operazioni e le relative cautele in rapporto alla tipologia dei rifiuti; 10) dovrà essere redatto il bilancio preventivo del movimento di materie evidenziando il rapporto percentuale tra nuovi apporti di materiale vergine e il materiale da recupero. - che in fase di esecuzione del progetto esecutivo: 1) dovrà essere garantita assistenza tecnica continua di specialisti, sotto la direzione della Sopraintendenza archeologica, ai lavori che comportino movimenti di terra, essendo il tracciato in area di potenzialità archeologica. Tale assistenza sarà a carico del soggetto aggiudicatore; 2) il materiale inerte dovrà essere stoccato nelle cave esaurite più vicine in modo da limitare il percorso dei mezzi di trasporto, al fine di contenere la quantità delle emissioni; 3) dovrà essere evitato l'intorbidamento delle acque dei fossi e dei fiumi nella movimentazione delle terre; 4) nella scelta del sito del cantiere dovranno essere utilizzati contesti territoriali già destinati ad uso industriale; 5) si dovrà verificare che l'opera in fase di realizzazione e di esercizio non vada ad interferire con risorse idriche sotterranee e/o superficiali sfruttate a scopo idropotabile, rispettando le aree di salvaguardia eventualmente presenti lungo il tracciato; 6) dovrà essere stipulato, prima della richiesta dei decreti di esproprio e/o dell'ordinanza di occupazione temporanea, un accordo tra il soggetto aggiudicatore e la società ENEL GREENPOWER che disciplini i rispettivi obblighi e responsabilità in merito alla realizzazione delle varianti della vecchia 77 fronteggianti il lago di Polverina; 7) dovranno essere implementate nei cantieri le attività di cui alle prescrizioni n. 1 e n. 2 da assolvere in fase di redazione del progetto esecutivo. -che in fase di esercizio: si dovrà prevedere una specifica campagna di monitoraggio dell'inquinamento acustico in corrispondenza ai recettori individuati dal SIA, finalizzata a verificare 1'affidabilità delle previsioni modellistiche che hanno portato a dimensionare l'intervento di mitigazione. Nel caso si verificassero sensibili scostamenti tra i valori rilevati e quelli stimati, dovranno essere predisposti specifici interventi di adeguamento delle mitigazioni. Allegato 2 ASSE VIARIO MARCHE-UMBRIA E QUADRILATERO DI PENETRAZIONE INTERNA PRESCRIZIONI E RACCOMANDAZIONI PROPOSTE DAL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI 1° Maxilotto - 2° stralcio - 1ª parte S.S. 77, tratta «Foligno-Pontelatrave», e allacci con la S.S. 3 e la S.S. 16 (Progetti preliminari) Parte A -- Prescrizioni: Tratta Foligno Pontelatrave della S.S. 77 «Val di Chienti» e allaccio S.S. 77 - S.S. 3. Di ordine generale: 1) di recepire e sviluppare le misure di mitigazione e compensazione, puntuali e di carattere generale, previste negli studi d'impatto ambientale ed integrarli alla luce delle presenti prescrizioni, dettagliandone la localizzazione, la tipologia, le modalità di esecuzione ed i costi analitici; prevedere compensazioni per un importo almeno pari al 2% dell'importo dei lavori; 2) di elaborare un progetto di monitoraggio ambientale secondo le Linee guida predisposte dalla Commissione speciale VIA; i costi dell'attuazione del monitoraggio dovranno essere indicati nel quadro economico del progetto definitivo; 3) di inserire nei documenti progettuali relativi agli oneri contrattuali dell'appaltatore delle infrastrutture (capitolati d'appalto) le prescrizioni relative alla mitigazione degli impatti in fase di costruzione e quelle relative alla conduzione delle attività di cantiere; 4) di anticipare nel programma lavori, per quanto possibile, la realizzazione delle opere di mitigazione e compensazione ambientale rispetto alla realizzazione delle opere in progetto; 5) di predisporre quanto necessario per adottare, prima della data di consegna dei lavori, un sistema di gestione ambientale dei cantieri secondo i criteri di cui alla norma ISO 14001 o al Sistema EMAS (Regolamento CE n. 761/2001). Di aspetto ambientale: flora e fauna: 6) di prevedere, per quanto riguarda il ripristino della vegetazione, l'impiego di specie appartenenti alle serie autoctone, in ragione del quadruplo delle specie espiantate, raccogliendo eventualmente in loco il materiale per la loro propagazione (sementi, talee, ecc.) al fine di rispettare la diversità biologica (soprattutto in prossimità di aree protette) e di consentire la produzione di materiale vivaistico; 7) di sviluppare le opere di sistemazione a verde, di ripristino ambientale e di maturazione previste in progetto, applicando le tecniche dell'ingegneria naturalistica; assumere come riferimento: - «Linee guida per capitolati speciali per interventi di ingegneria naturalistica e lavori di opere a verde» del Ministero dell'ambiente, servizio VIA, settembre 1997, e altri manuali qualificati quali, ad esempio; -«Atlante delle opere di sistemazione dei versanti» dell'APAT, 2002; - «Quaderno delle opere tipo di ingegneria naturalistica» della regione Lombardia, 2000; -«Manuale di ingegneria naturalistica» della regione Lazio, 2001; 8) di approfondire la caratterizzazione dello stato del paesaggio nell'ambito del monitoraggio ante operam, anche con un rilievo fotografico esteso ad una fascia profonda almeno 100 metri dai limiti delle aree: -di particolare sensibilità paesaggistica; -di cantiere da ripristinare; -interessate da misure mitigatrici; -interessate da eventuali opere da dimettere; 9) di approfondire l'analisi degli impatti, almeno sulla fauna omeoterma sulla base delle carte faunistiche di nidificazione, alimentazione e rifugio con le quali interferiscono gli interventi proposti in progetto e le alternative considerate e di assicurare corridoi protetti di attraversamento della fauna, in numero, forma e dimensioni adeguati; 10) le opere a verde da prevedersi per tutti i lotti avranno carattere permanente, pertanto si chiede che il progetto definitivo contenga un piano almeno quinquennale post-collaudo di manutenzione e cura dell'arredo verde con i relativi costi, con particolare riferimento alla componente arborea e arbustiva. Il progetto definitivo della «S.S. 77 Val di Chienti: Foligno Pontelatrave» do vrà, inoltre: 11) quantificare ed attuare le misure di compensazione attribuite al parco regionale di Colfiorito e ai SIC e alle ZPS di Colfiorito e di Sasso di Pale per mettere in atto azioni migliorative tali da compensare gli eventuali impatti residui nell'ambito del 2% dell'importo dei lavori stabilito nella prescrizione n.1. Relative all'atmosfera ed all'inquinamento acustico: 12) di approfondire la valutazione degli impatti sull'atmosfera causati dall'emissione di polveri e degli altri principali inquinanti, sia nella fase di cantiere sia in quella di esercizio, applicando modelli matematici per la stima previsionale delle concentrazioni al suolo ed in atmosfera, ed utilizzando i dati meteoclimatici significativi ricavabili dalle stazioni meteorologiche; 13) di approfondire e verificare l'analisi previsionale del rumore in fase di esercizio e di cantiere, verificandone i livelli sui ricettori nelle condizioni più critiche, assicurando il rispetto dei limiti normativi; 14) di specificare la localizzazione, la tipologia e le modalità di realizzazione delle opere di mitigazione acustica, illuminotecnica e termica assicurandone l'inserimento paesaggistico e privilegiando l'adozione di barriere acustiche integrate; 15) di approfondire l'elaborazione degli interventi di mitigazione delle vibrazioni così da garantire il rispetto dei limiti delle norme UNI 9614. Il progetto definitivo dell'«Allaccio S.S. 77 - S.S. 3» dovrà inoltre: 16) effettuare, per quanto riguarda il ponte sul fiume Topino, una analisi puntuale del rumore e inserire nelle strutture le eventuali opere di protezione; più in generale approfondire e verificare l'analisi previsionale del rumore in fase di esercizio e di cantiere nelle condizioni più critiche, verificandone i livelli sui ricettori residenziali e sul nuovo ospedale, dettagliando le misure di mitigazione sia di tipo diretto sia eventualmente di tipo indiretto volte a garantire il rispetto dei limiti normativi nel periodo diurno e notturno; Relative alla gestione del territorio: 17) di dettagliare qualitativamente e quantitativamente i materiali derivanti dalle attività di cantiere e indicarne le modalità di smaltimento; fornire i codici CER dei rifiuti prodotti dall'attività di cantierizzazione, dei rifiuti recuperati e dei rifiuti non recuperabili e destinati allo smaltimento; 18) di dettagliare i quantitativi e le caratteristiche dei materiali di scavo; per lo smaltimento di quelli di esubero, definire il piano di deposito temporaneo e di smaltimento, individuando le aree di stoccaggio definitivo; prevedere le modalità di conservazione della coltre vegetale derivante dagli scavi nel caso se ne preveda il riutilizzo; 19) di valutare, per quanto riguarda l'approvvigionamento dei materiali occorrenti per la realizzazione delle opere previste in progetto, i materiali utilizzati mediante una stima percentuale dei materiali recuperati in rapporto all'utilizzo del materiale vergine; 20) di predisporre i progetti di coltivazione e di recupero per le cave di prestito e deposito, in accordo alla normativa nazionale ed a quella regionale; 21) di definire la dislocazione delle aree operative e la relativa logistica, privilegiando aree interstiziali o prive di vincoli e riducendo comunque al minimo l'occupazione di aree di pregio ambientale ed inoltre definire i cronoprogrammi dei singoli interventi e dei singoli cantieri in maniera da minimizzare le problematiche di traffico locale e/o di sensibilità alle emissioni acustiche, sia in termini di durata complessiva, che di operatività diurno/notturna, che di sovrapposizioni cumulative degli effetti; 22) per ottimizzare l'accessibilità locale, siano prodotte le necessarie verifiche in rapporto alle relazioni con i flussi interessanti la rete viaria locale individuando gli interventi compensativi sugli impatti che in particolare siano volti a potenziare la viabilità di adduzione ai poli produttivi, i parcheggi, ecc.; 23) di predisporre un piano di circolazione dei mezzi d'opera in fase di costruzione, che abbia valenza contrattuale e che contenga i dettagli operativi di quest'attività in termini di: -percorsi impegnati; - tipo di mezzi; - volume di traffico, velocità di percorrenza, calendario e orari di transito; -percorsi alternativi in caso di inagibilità temporanea dei percorsi programmati; -percorsi di attraversamento delle aree urbanizzate; - messa in evidenza, se del caso, delle misure di salvaguardia degli edifici sensibili. Relative ad acquiferi, idrogeologia, idraulica: |
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